Un probabile resurricidio di Luigi Vittorio, Echos Edizioni, 2025
Cosa faresti se, in un istante, perdessi tutto? Non solo il lavoro o i soldi, ma la tua stessa identità, la tua famiglia e la rispettabilità che hai costruito con anni di cinica programmazione?
Un probabile resurricidio, l’ultimo romanzo di Luigi Vittorio edito da Echos Edizioni, ci trascina nella vita di Roberto Guerrasi, un uomo che ha vissuto seguendo un unico dogma: il controllo. Per Roberto, le persone non sono mai state esseri umani, ma semplici “risorse” da spostare o dismettere come mobili vecchi ma, come lui stesso scopre a proprie spese, “il karma è una puttana”.
La storia si apre con un gesto estremo: un salto dall’alto di una città che non lo riconosce più. Roberto cerca la fine, ma trova un inizio paradossale. Sopravvive a una caduta che avrebbe dovuto ucciderlo, risvegliandosi in un ospedale pubblico — un luogo che ha sempre disprezzato — circondato dal “bianco” e dal calore inaspettato di una famiglia non sua.
È qui che inizia il vero viaggio. Tra un plico misterioso inviato da un notaio e l’eredità inaspettata di uno zio dimenticato, Roberto viene spinto lontano dal caos della metropoli verso Rocca Moresca, un borgo dove il tempo sembra essersi fermato.
Perché leggerlo?
Luigi Vittorio scrive un romanzo che è un’indagine psicologica profonda e, a tratti, ironica. Roberto è un protagonista difficile da amare all’inizio: egoista, rampante, figlio di una visione del mondo dove conta solo chi “produce”. Eppure, vederlo spogliarsi della sua “armatura” di giacca e cravatta per indossare la libertà di una maglietta stropicciata è un percorso in cui è impossibile non immedesimarsi.
I personaggi secondari che incontra a Rocca Moresca — dalla schietta Maurizia al misterioso Domenico — agiscono come specchi. Lo costringono a guardarsi dentro, a sognare di nuovo e a chiedersi se la vita che ha perduto fosse davvero quella che voleva.
Un probabile resurricidio non è solo la storia di una caduta, ma quella di una risalita faticosa verso l’umanità. È un libro che parla di seconde possibilità, di segreti sepolti nel passato e di quel “luccichio” che a volte ci osserva nell’oscurità, ricordandoci che nulla è mai come sembra.
Se cercate una lettura che vi faccia riflettere sulle priorità della vita, lasciandovi però con il ritmo incalzante di una ricerca della verità, questo è il libro che fa per voi.
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