Anathema di Keri Lake, Mondadori, 2025 (traduzione di Carlotta Turrini)
Se cercate un Dark Fantasy dove l’ambientazione è spaventosa quanto i mostri che la popolano, Anathema vi trascinerà nel cuore di una foresta ancestrale che non lascia scampo. In questo regno di ombre perenni, Keri Lake mette in scena una danza macabra tra predatore e preda, dove la protagonista Maevyth Bronwick deve imparare a dominare l’oscurità prima di esserne inghiottita.
Maevyth Bronwick è una sopravvissuta, una donna che ha imparato a nascondere i propri segreti dietro una maschera di fredda determinazione. Tuttavia, il suo destino si compie quando viene gettata tra le grinfie di Zevander, un Anathema che regna sovrano in un territorio dove la luce del sole fatica a penetrare.
Gran parte della tensione del romanzo si consuma tra alberi millenari e radici contorte. La foresta di Anathema non è un luogo di rifugio, ma un labirinto sensoriale fatto di nebbie che sussurrano bugie e creature che strisciano nel sottobosco. È qui che Maevyth, da prigioniera, deve trasformarsi in guerriera, affrontando non solo i pericoli esterni, ma anche l’attrazione proibita e selvaggia per l’uomo che dovrebbe essere il suo peggior incubo.
Maevyth brilla proprio grazie al contrasto con l’ambiente ostile che la circonda, oscuro come la notte e pericoloso come il buio.
Istinto di sopravvivenza: mentre la foresta tenta di spezzarla, Maevyth usa ogni ombra a suo favore. La sua capacità di mimetizzarsi e combattere la rende l’unica degna di camminare al fianco di una creatura primordiale come Zevander.
Un legame viscerale: la crescita di Maevyth è legata alla terra stessa. Più si addentra nei segreti del bosco, più scopre il potere latente nel suo sangue. Non è una principessa che aspetta di essere salvata; è la forza della natura che reclama il suo posto nel mondo.
L’alchimia del sottobosco: tra lei e Zevander non c’è spazio per il romanticismo tradizionale. Il loro legame è fatto di sguardi tra i tronchi, di respiri affannati nel buio e di un’intensità quasi animalesca che risuona con la ferocia della selva.
Keri Lake è magistrale nel descrivere l’atmosfera: sentirete il profumo di terra bagnata, il freddo della nebbia sulla pelle e il brivido di essere osservati da occhi invisibili. La foresta diventa lo specchio dell’anima di Maevyth: selvaggia, impenetrabile e pericolosamente affascinante.
Un’immersione totale in un “Gothic Forest Fantasy” che vi lascerà addosso l’odore del muschio e del pericolo. Maevyth Bronwick è la guida perfetta per questo viaggio all’inferno… e ritorno.
Scopri di più da La Parola Giusta
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
La trama di questo romanzo mi intriga molto!
"Mi piace"Piace a 1 persona