Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata

Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata di Alessia Gazzola, Longanesi, 2025

Dimenticate le debuttanti timide: la Londra del 1925 ha una nuova eroina ed è Beatrice Bernabò. In questo terzo volume, Alessia Gazzola conferma che la sua Miss Bee non ha nulla da invidiare alle sue celebri “colleghe” Alice Allevi e Costanza Macallè.

Beatrice (che per tutti è Miss Bee) è stata “esiliata” dal padre, il severo professor Leonida nel tentativo di mettere un freno al suo carattere… poco adatto all’alta società.
Beatrice finisce a lavorare come segretaria all’Ambasciata d’Italia, un luogo perfetto per imbrigliare il potenziale di Beatrice e tenerla in riga. Ma dove c’è Miss Bee, c’è un mistero (e un po’ di sano caos). Tra un faldone e l’altro, iniziano a circolare voci su una presenza inquietante: il fantasma di Lady Mary Ingham che infesterebbe i corridoi del palazzo.

Tra rumori sinistri, sussurri nel buio e l’ombra di un complotto molto più terreno (e pericoloso), la nostra “detective per caso” dovrà sfoderare tutto il suo intuito, specialmente quando la situazione si scalda e compare una vecchia conoscenza che fa sempre piacere ritrovare: l’affascinante ispettore Archer Blackburn.

Beatrice è pura energia: nonostante i tentativi del padre di “addomesticarla”, la sua curiosità e la sua indipendenza brillano. È una ragazza moderna in un mondo che sta cambiando velocemente, e i suoi commenti ironici sono il vero sale della storia.

L’alchimia con Archer: i dialoghi tra Beatrice e l’ispettore Blackburn sono pungenti e divertenti. La loro collaborazione “investigativa” aggiunge quella tensione elettrica che tiene incollati alla pagina.

Atmosfera “Cozy Mystery”: la Gazzola è maestra nel bilanciare il giallo con il tono leggero della commedia. Le descrizioni della Londra degli anni ’20 sono così vivide che sembra quasi di sentire il fruscio degli abiti Charleston.

In questo volume, il mistero si intreccia con temi più profondi, come la ricerca della propria strada e la difficoltà di conciliare le aspettative familiari con i propri desideri. Il tutto servito con l’eleganza tipica dell’autrice.

Un capitolo imperdibile per chi segue la saga, perfetto per chi cerca un giallo “morbido” che faccia sorridere e sognare.


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