Chi ha rubato Assassinio sull’Orient Express?

Chi ha rubato Assassinio sull’Orient Express? di Lucio Schina, Amazon KDP, 2024

Classificazione: 4 su 5.

Preparatevi a mettere su un po’ di musica di suspense, anche se probabilmente vi verrà più da ridere che da tremare. Con Chi ha rubato Assassinio sull’Orient Express?, Lucio Schina ci regala un giallo… o meglio, un meta-giallo, irresistibilmente ironico!

Dimenticate l’eleganza di Poirot o il genio deduttivo di Holmes. Il nostro eroe è Pietro Gigante, un uomo con una missione nobile quanto disperata: diventare uno scrittore di gialli. Il problema? Pare che il talento per la letteratura non sia proprio il suo forte.
Ma Pietro non si arrende, il che è lodevole anche se un po’ masochista. Frequenta un corso per redattore e finisce a lavorare per il quindicinale La verità è là fuori (già il titolo è tutto un programma).
La svolta arriva, come sempre, grazie a un’emergenza da ufficio: un collega è fuori combattimento per un’intossicazione da cozze (sì, avete letto bene) e così, il nostro redattore sopra le righe si ritrova catapultato nel suo primo vero caso: il furto del manoscritto di Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie in una libreria di Roma.

Non pensate, però, al classico della scrittrice inglese: niente neve, treni di lusso, suspense claustrofobica e passeggeri altolocati. Gli elementi che compongono questa stravagante indagine sono un furto bizzarro (chi ruba un classico dei gialli? E perché? Per rileggerlo a scrocco?), un detective per caso (Pietro, armato solo del suo entusiasmo e di un portafoglio vuoto, inizia a indagare con la disinvoltura di un elefante in cristalleria), intrighi… e tanto caos (l’indagine si trasforma in un’avventura fuori dall’ordinario che lo porterà a scoprire una verità “complessa fatta di inganni e vendette”, nello schema del giallo classico, ma condita con una buona dose di sfortunata ironia).

Schina è abilissimo a farci sorridere con le disavventure di Pietro, che incarna alla perfezione l’aspirante scrittore/giornalista/detective che lotta tra il sogno e la dura, spesso ridicola, realtà. Il protagonista è un personaggio irresistibile che rimanda un po’ al Don Chisiotte: armato di ardenti passioni, ma incapace di soddisfarle.

Pietro Gigante aveva da sempre sognato di diventare un affermato autore di libri gialli; la passione per la scrittura e, in particolare, verso quel genere letterario, gli era stata trasmessa dal padre che, sin dalla più tenera età, lo aveva cresciuto nutrendolo di omogenizzati e di romanzi di Arthur Conan Doyle e Raymond Chandler.

La scelta del nome di battesimo, poi, era il risultato di un piccolo capolavoro di astuzia degna del tenente Kojak; conoscendo il fervore religioso della moglie e dei suoceri, da sempre assidui frequentatori della parrocchia del paese dedicata a Santa Caterina, aveva proposto Pietro adducendo motivazioni religiose ed enfatizzando, con finta ma convincente commozione, l’aura sacra di quel nome di origine biblica quando, in cuor suo, l’atto devozionale era rivolto a Peter Falk, l’indimenticabile protagonista del Tenente Colombo.

Chi ha rubato Assassinio sull’Orient Express? è un biglietto di sola andata per il divertimento, perfetto se siete fan dei gialli ma avete bisogno di una pausa dai corpi trovati in biblioteca alle 6 del mattino, se vi piacciono le commedie degli equivoci e i protagonisti un po’ loser in cui è facilissimo immedesimarsi, se volete vedere come si indaga a Roma lontano dalle nebbie di Londra armati di battute e, magari, un caffè preso al volo.

Questo di cui vi parliamo è il primo volume delle indagini di Pietro Gigante e promette una risata e un mistero da risolvere. Preparatevi a un’indagine dove l’indizio più difficile da decifrare sarà… trovare un posteggio!


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