La Nave di Teseo

Uno dei libri più misteriosi che si possono trovare in libreria, un lavoro letterario e artistico dove la storia (anzi, le storie) esce dalle pagine e continua nella mente del lettore.

Ci siamo già occupati di libri misteriosi che per la loro risoluzione chiedono la partecipazione attiva del lettore (per esempio con l’enigmatico La mascella di Caino), ma quello che vi proponiamo oggi è un libro molto particolare nel quale sarete spettatori, lettori e partecipanti.
Pubblicato nel 2013 La nave di Teseo (Rizzoli) si presenta come un testo dalla doppia storia. Ma andiamo per ordine…

Il libro è custodito all’interno di una scatola nera sulla quale campeggiano pochi dati: una S puntata e il nome degli autori Doug Dorst e J. J. Abrams (sceneggiatore americano che ha partecipato, tra gli altri, alla realizzazione di serie di successo come Alias, Lost, Person of interest e a film come Mission: Impossible III, Star Trek e Guerre Stellari).
Il vero tesoro è all’interno, un volume preso in prestito e mai restituito dalla biblioteca della Laguna Verde High School con pagine ingiallite e timbri della biblioteca che ne attestano la provenienza, così come l’adesivo sul dorso.

Ma di cosa parla il libro?

Il libro è il diciannovesimo e ultimo capitolo delle vicende di Straka, un personaggio affetto da amnesia che intraprende un viaggio enigmatico alla ricerca di sé stesso. Aleggia sempre, nella vicenda, l’ombra dello spionaggio così come quella del complotto. Lo stesso Straka e la sua identità sono oggetto di ricerca da parte del traduttore F. X. Caldeira che cura la prefazione e che è stato scelto personalmente da Straka per la traduzione dei suoi scritti; nonostante questo i due non si sono mai davvero incontrati di persona. La Nave di Teseo è quindi un mistero non solo per il suo contenuto ma anche per l’identità del suo autore.

L’altro mistero

Ma non bastano un paio di enigmi. I lettori troveranno una lunghissima serie di note scritte a mano lungo i bordi del libro. Sono state lasciate nel corso di anni da Eric, un dottorando caduto in disgrazia e Jen la studentessa universitaria che presta servizio alla biblioteca.
I due utilizzano il libro come una lavagna per scambiarsi messaggi e teorie riguardo la vera identità di Straka. Il loro scopo è produrre una teoria verificabile prima del professor Moody che ha rubato la ricerca di Eric e l’ha pubblicata a nome suo.
A sostegno dei progressi compiuti dai due ragazzi in fondo al libro si trovano ritagli di giornale, appunti scritti a mano e mappe.

Concludendo…

Il libro è un piccolo capolavoro: la storia principale può essere letta singolarmente e mantiene una sua spina dorsale indipendente richiamando in parte lo stile de La vera vita di Sebastian Knight di Nabokov, un libro nel quale non ci si può fidare di nessuno, nemmeno del narratore.
La seconda storia, quella di Eric e Jen, è interessante, curiosa e affascinante; proietta il lettore in un vero e proprio film di carta nel quale l’indagine è aperta e in continuo sviluppo.
La cura dei dettagli è quasi maniacale (dalla ricerca di inchiostri differenti per le note alla costruzione del doppio intreccio fino agli articoli ripiegati in fondo al libro).

Per chi ama questo genere di libri è senza dubbio un acquisto da fare e da vivere con la consapevolezza di un prodotto di altissimo livello anche artistico.


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