Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain, Macro Edizioni, 2021
Il mito della creazione è tra i più conosciuti al mondo: tutti conoscono la storia del Paradiso Celeste, dell’albero della conoscenza, del serpente… ma non si conosce quasi nulla di quel periodo nel quale il primo uomo e la prima donna vissero insieme scoprendosi a vicenda.
Prendete il mito della creazione e fatelo riscrivere da un autore dalla penna sagace e ironica ed ecco un capolavoro. Mark Twain è stato uno scrittore molto poliedrico, sensibile e affilato nei confronti della società del suo tempo ma quando, nel 1906, diede alle stampe questo diario consacrò anche il suo umorismo.
Il mondo è fresco fresco e Adamo ha tutto il Paradiso per sé, non fosse che inizia ad annoiarsi. Per questo Dio gli affianca una nuova creatura, Eva che è tutto tranne che noiosa!
Adamo comincia presto a non sopportarla: gli sta sempre attaccata – a lui che invece è nato solo e della sua solitudine fa un vanto – esprime opinioni non richieste su tutto, parla in continuazione, affigge cartelli, ha il tremendo vizio di trovare un nome a ogni cosa.
Se Adamo vuole divertirsi gettandosi nelle cascate (che secondo Eva si chiamano del Niagara, così, senza un motivo), lei lo dissuade. Se lui vuole starsene per i fatti suoi Eva lo segue.
Se lui la allontana lei comincia a far uscire acqua da quei buchi che ha in faccia.
E poi c’è la questione delle mele: nonostante gli ammonimenti lei trova che non ci sia niente di male nel fare due chiacchiere con quella cosa che vive sull’albero…
LUNEDÌ
Questa nuova creatura dai capelli lunghi è oltremodo d’intralcio. Mi sta sempre intorno e mi segue ovunque vada. La cosa non mi piace affatto; non sono abituato a stare in compagnia. Vorrei tanto che se ne stesse insieme agli altri animali… Giornata nuvolosa, vento da est; forse ci sarà un po’ di pioggia per noi… “Noi”? Da dove ho preso questa espressione? Ora ricordo… L’ha usata la nuova creatura.
Twain ci consegna un libro divertente e sensibile che esplora in chiave estremamente moderna il rapporto tra uomo e donna, la conoscenza di sé e dell’altro, che innalza stereotipi e poi li infrange di intimità.
Un romanzo in formato diario che è quasi di formazione nel suo continuo esplorare l’altro e nella ricerca di un equilibrio. È Eva che usa, per la prima volta, la parola “noi”.
MARTEDÌ
Ho dato un’occhiata alle grandi cascate. A mio parere, sono la cosa più bella di tutta la proprietà. La nuova creatura le chiama Cascate del Niagara… Davvero non so perché. Dice che hanno l’aspetto delle Cascate del Niagara. Non mi sembra un argomento valido; è semplice testardaggine e imbecillità. Non faccio mai in tempo ad attribuire un nome alle cose. La nuova creatura dà un nome a tutto quello che si trova davanti prima che io abbia modo di protestare. E il pretesto è sempre lo stesso… Ha l’aspetto di quella data cosa. Prendiamo il dodo, ad esempio. Dice che nel momento stesso in cui lo si guarda, si capisce al volo che “ha l’aspetto di un dodo”. Inutile precisare che dovrà tenersi quel nome. Non mi va di preoccuparmene, e in ogni caso, non servirebbe a niente. Dodo! Quello sembra un dodo non più di quanto lo sembri io.
La modernità di questo libro che si avvia verso i 120 anni di storia è indiscutibile, attuale, fresca tanto nei temi come nello stile. Una vicenda millenaria raccontata con personaggi che più americani di così non potrebbero essere, con un senso pratico spiccato.
Solitario e silenzioso, a tratti persino scapestrato, Adamo deve vedersela con Eva, curiosa, chiacchierona, incapace di tacere la sua opinione su qualunque cosa. Eppure i due trovano un modo per intendersi, per scoprire la vita, la morte e tutto quello che la loro condizione di primi esseri umani gli consente.
MERCOLEDÌ
Mi sono costruito un riparo dalla pioggia, ma non sono riuscito a starmene in pace. La nuova creatura si è intrufolata. Quando ho cercato di buttarla fuori, è uscita dell’acqua dai buchi attraverso i quali vede e quella l’ha asciugata con il dorso delle zampe, emettendo un suono simile a quello che fanno gli altri animali quando sono in pericolo. Vorrei che non parlasse; parla in continuazione.
Cosa troverai in questo libro
Umorismo, leggerezza ma anche riflessioni interessanti sul modo di pensare di uomini e donne.
Cosa NON troverai in questo libro
Dialoghi, situazioni banali, un finale inaspettato.
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Un libro forse meno famoso di Mark Twain ma ugualmente bello e divertente!
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Sicuramente uno dei più interessanti da molti punti di vista!
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