La musica maledetta

Come ogni altra forma d’arte, la musica racconta il mondo e al tempo stesso lo cambia, ma non è tutto oro quello che luccica perché sono diverse le leggende oscure legate ad essa.

Il club dei 27 è una delle leggende moderne più note nel mondo delle arti; si tratta di una convinzione secondo la quale gli artisti che muoiono a ventisette anni diventano immortali. Sebbene non si faccia esplicito riferimento alla musica è innegabile che siano molti i musicisti scoparsi proprio a quest’età: Jim Morrison, Jimi Hendrix, Kurt Cobain ed Amy Winehouse sono solo alcuni dei più celebri.
Coincidenza o meno rimane il fatto che questi personaggi sono ormai icone della musica e non tramonteranno mai.

Ma nel mondo delle note quella del Club dei 27 non è la prima leggenda oscura.

Musica maledetta

Torniamo indietro fino all’Ottocento. Dopo il secolo dei Lumi nacque in Europa un certo gusto romantico e un’attenzione per l’occultismo che nel XIX secolo divenne un vero e proprio leitmotiv delle arti come della società nobiliare e, soprattutto, borghese.
Non è un caso che in questo periodo nacquero personaggi come Dracula e Frankenstein, per esempio.

E la musica?

La musica diede il suo contributo con la Maledizione della Nona.
Questa leggenda ottocentesca fa riferimento alla scomparsa di grandi compositori dopo la realizzazione della loro nona sinfonia.

La leggenda iniziò a prendere piede con Gustav Mahler (1860 – 1911), compositore austriaco estremamente superstizioso che, per evitare la maledizione, stravolse le regole della composizione e intitolò il suo nono componimento Il canto della terra.
Mahler, superata indenne la messa in opera della sua nona sinfonia, si mise a comporre la decima che tuttavia non riuscì mai a terminare…

Prima di Mahler furono altri i celebri compositori che trovarono il capolinea nella loro nona sinfonia: Schubert, Sophr, Dvořák (la cui nona sinfonia fece da colonna sonora al primo allunaggio) e persino Beethoven la cui straordinaria nona fu anche l’ultima.

Musica maledetta

Solo coincidenze? Probabilmente sì, anche perché sono molti i compositori che hanno superato la maledizione sia prima che dopo l’Ottocento (Mozart ne compose quarantuno, per esempio), ma una riflessione romantica e interessante è quella che venne proposta dal musicista austriaco Arnold Schönberg che in merito alla maledizione disse “È come se la Nona fosse un limite. Chi vuole superarla deve morire. […] Quelli che hanno scritto una Nona sinfonia sono arrivati troppo vicini all’Aldilà”.

Fuori dalla leggenda rimane il fatto che le none siano sinfonie di un livello nettamente superiore rispetto alle precedenti, come realizzate sotto ispirazioni celesti e, forse, ha ragione Schönberg nel pensare che si tratti di un limite oltre al quale è possibile accedere solo in maniera trascendentale.

Se non le conoscete, prendetevi un po’ di tempo per andare ad ascoltare questi capolavori.


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