Il giovane robot

Il giovane robot di Sakumoto Yōsuke, edizioni E/O, 2017 (traduzione di Costantino Pes)

Classificazione: 4.5 su 5.

Dal Giappone arriva uno scrittore straordinario dalla penna veloce e dal tono asciutto che presenta, con il suo libro d’esordio, una storia incredibile e inaspettata.

Ci troviamo nella scomoda posizione di dover raccontare questo libro che non ha proprio voglia di essere raccontato, perché basta un passo falso per rovinare l’effetto sorpresa che vi farà dire “oh my God!” quando meno ve lo aspettate.

Cominciamo allora col parlarvi di Sakumoto Yōsuke, anche se in realtà non c’è molto da dire su di lui: Il giovane robot è il suo romanzo d’esordio e anche l’unico pubblicato in Italia. Sakumoto ha appena diciannove anni quando gli diagnosticano una forma di schizofrenia che cambierà per sempre la sua vita permettendogli, allo stesso tempo, di scoprire la scrittura come forma di terapia.

A poco più di trent’anni Sakumoto vincerà il premio Crunch Novel per autori esordienti e verrà poi pubblicato nel 2015 per la Discover 21. Il suo romanzo sarà un vero e proprio caso editoriale in Giappone.

In Italia arriva grazie alla E/O edizioni un paio di anni più tardi diventando immediatamente uno dei punti di riferimento della letteratura giapponese contemporanea nel nostro Paese.

Ma di cosa parla?

Parla di Tezaki Rei, un robot dalle sembianze di un ragazzo di quindici anni programmato per portare la felicità agli esseri umani.
Per compiere la sua missione, però, Rei è costretto a frequentare gli umani acquisendo informazioni e nascondendo la sua vera identità. Il suo è in parte un lavoro di ricerca e in parte una missione segreta.

Ma nelle sue giornate accadono cose all’apparenza bizzarre che lo agitano e ne surriscaldano i circuiti. Rei non può capire certe dinamiche perché è programmato in maniera razionale escludendo ogni coinvolgimento emotivo. La sua prontezza mentale lo aiuta nella scuola ma la freddezza del suo ragionamento lo limita nelle interazioni umane. Come può, allora, rendere felici gli altri?

Mano a mano che le vicende scorrono arriveremo a scoprire una realtà molto diversa capace di commuovere e ferire con la stessa forza di un pugno nello stomaco.

Sakumoto ha scritto un libro estremamente bello, rispettando in ogni momento le regole della narrazione, ma anche rompendole e ricomponendole. Rei è un robot e noi siamo nella sua mente mentre ci descrive il passare dei giorni, i dubbi, le vicende. Ma siamo anche nel suo cuore quando la situazione precipita e lo travolge.

Un romanzo che è fantascienza senza esserlo, che è filosofia senza esserlo, che è analisi sociale senza esserlo fino in fondo.

Non vi possiamo svelare troppo perché non vogliamo rovinarvi la lettura di questo libro, ma possiamo promettervi che qualunque sia il vostro genere, qualunque sia la vostra idea di lettura, Il giovane robot non vi lascerà indifferenti.


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