L’Ikabog

L’Ikabog di J. K. Rowling, Salani editore, 2020 (traduzione di Valentina Daniele)

Classificazione: 4.5 su 5.

C’è qualcosa di orribile che si muove nelle Paludi del nord, qualcosa che fa sparire pecore e persone e si aggira sempre affamato: è l’Ikabog!

Nelle terre di Cornucopia tutto è magnifico: si producono prodotti di alta qualità, la gente è felice e vive tranquilla senza pensieri. Il sovrano, re Teo, è una persona buona ma, forse, troppo presa da sé stessa per potersi occupare delle questioni del regno.
Accade, però, che un contadino invochi l’aiuto del sovrano per combattere il terribile Ikabog, un mostro che si dice viva nelle Paludi del nord e che sta seminando il terrore in quei luoghi. Re Teo non può non intervenire (anche se ne farebbe volentieri a meno) e al comando del suo esercito marcia verso l’avventura.

Ma le Paludi del nord sono davvero ostili, luoghi nebbiosi e umidi dove non si vede a un palmo dal naso… proprio per questo il Capo delle Guardie reali, persona leale e onesta, viene colpito a morte per errore.

Imbarazzato e in preda al panico, re Teo si lascia abbindolare dai consigli poco saggi e racconta che, in realtà, la vittima è stata uccisa dal terribile Ikabog contro il quale nemmeno l’esercito del re può fare qualcosa.

«Dunque vediamo» cominciò il falso professore, che era stato istruito da Scribacchino su ciò che doveva dire. «È alto come due cavalli…»
«Se non di più» lo interruppe Teo, che nei suoi incubi vedeva l’Ikabog sempre più grande, fin da quando era tornato dalle Paludi.
«Se non di più, come dice Vostra Maestà» convenne Truffalmacco. «Direi che un Ikabog di media grandezza può essere alto come due cavalli, laddove gli esemplari più grandi possono arrivare alle dimensioni… vediamo…»
«Di due elefanti» suggerì il re.
«Di due elefanti» concordò Truffalmacco. «E con occhi come due lanterne…»
«O sfere di fuoco» suggerì il re.
«Proprio l’immagine che stavo per impiegare, sire!» rincarò Truffalmacco.

L’kabog, di J. K. Rowling

Ma la storia fa acqua da tutte le parti e occorre il pugno di ferro contro chi alza il sospetto. Omicidi e torture diventano presto necessarie per controllare la menzogna alla quale poi se ne aggiungono altre fino a creare il panico il tutta Cornucopia. L’Ikabog diventa il mostro invisibile responsabile di qualunque cosa, il nemico che nella notte saccheggia villaggi e costringe il re ad alzare le tasse… come farà la verità a venire a galla? E chi potrà mai riportare la prosperità a Cornucopia?

Questa fiaba è stata scritta dalla Rowling per i suoi figli, poi pubblicata a puntate sul suo sito tra il maggio e il giugno del 2020 per offrire ai bambini, costretti a rimanere in casa dalla pandemia, una storia nuova che li intrattenesse.

La stessa autrice la definisce come “una fiaba politica per i più piccoli” e in questo si allinea perfettamente con il classico di Orwell, La fattoria degli animali. La Rowling ci racconta in maniera fiabesca ma molto diretta come nascono i mostri e quali siano i pericoli sociali innescati da chi piega la realtà con la paura.

Nelle Paludi del nord inizia una menzogna che, avvolta dalla nebbia, diventerà poi sempre più reale e l’Ikabog sarà il capro espiatorio delle malefatte dei cattivi di questa avventura.

La Rowling, ancora una volta, pone l’accento sulla zona grigia che si estende tra il bene e il male, quel luogo nel quale le persone non agiscono, non si ribellano e preferiscono voltarsi dall’altra parte per salvaguardare il loro orto, senza rendersi conto che presto non ci sarà più nulla da difendere perché, nella guerra tra i buoni e i cattivi, non si può non schierarsi.

Ancora una volta l’autrice di Harry Potter riesce a coniugare una fiaba capace di mettere insieme un viaggio avventuroso e divertente con una profonda riflessione morale che affascinerà i bambini e, si spera, aiuterà gli adulti a rimanere vigili.


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4 pensieri riguardo “L’Ikabog

  1. Ho letto questo libro della geniale autrice di Harry Potter: si tratta di una bella fiaba per i più piccoli ma ben adatta anche agli adolescenti e agli adulti. Come in tutte le favole, anche questa spiega come si dovrebbero affrontare al meglio le differenze e i problemi che la società ci mette di fronte ogni giorno.

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