Non c’è dubbio che John Ronald Reuel Tolkien sia stato uno dei padri della letteratura fantasy moderna, ma dietro uno scrittore senz’altro straordinario si staglia l’ombra di un uomo fuori dal comune.

A cinquant’anni dalla morte (avvenuta nel settembre del 1973) è giusto ricordare che Tolkien rappresenta un uomo estremamente moderno sebbene per l’epoca a volte incompreso.
Già da adolescente Tolkien amava cimentarsi nelle lingue articifiali con amici e famigliari: la prima in assoluto fu l’animalico (codificato insieme alle cuginette), seguito dal Nevbosh e infine il Naffarin.
Nel 1909, a diciassette anni, Tolkien parlava correttamente la lingua artificiale per antonomasia, l’Esperanto, arrivando a comporre una serie di dieci racconti in questa lingua.
Non si trattava di una mera capacità artistica, lo scrittore inglese ha dimostrato in più occasioni di volersene servire per migliorare la comunicazione con persone di lingua diversa dalla sua, un’ideale tutt’altro che scontato in un’Europa che stava andando verso la Prima guerra mondiale.
Nello stesso anno, il 1909, Tolkien si accorse di essere innamorato di Edith Mary Bratt, di tre anni più grande di lui. Il loro amore non fu facile, fortemente osteggiato dalla famiglia di Tolkien che non vedeva di buon occhio il matrimonio con una protestante.
Compiuti i ventun’anni e divenuto maggiorenne, Tolkien raggiunse la sua amata con la quale si fidanzò immediatamente per poi convolare a nozze nel 1916. I due avrebbero passato insieme cinquantacinque anni.
In una lettera al figlio Tolkien dichiarò la sua immensa stima per la moglie che aveva deciso di sposarlo nonostante fosse un disoccupato che aveva come unica prospettiva quella di essere richiamato al fronte per morire.
E la chiamata arrivò. Tolkien, nonostante il disgusto per la guerra e le attività militari, fu richiamato al fronte e imbarcato per Calais nel luglio del 1916. Quello che vide e visse lo sconvolse al punto di cadere vittima di febbri da trincee e rimandato in patria nel novembre dello stesso anno.
Molti dei suoi amici di vecchia data non fecero più ritorno.

Ripresosi dagli orrori della guerra Tolkien intraprese la carriera accademica laureandosi in letteratura inglese e divenendo un punto di riferimento per tutta la comunità di Oxford.
Nelle sue opere traspare la voglia di creare un mondo nuovo: tra i tanti temi trattati dalla letteratura di Tolkien c’è la capacità di collaborazione tra i popoli, unico vero antidoto alla fine di tutto.
L’autore inglese esprime spesso anche un senso ecologico capace di esaltare la natura e la sua protezione, un tema che nel 1954 (anno di pubblicazione de Il signore degli Anelli) era solo agli albori.
J.R.R. Tolkien è stata una figura affascinante e lungimirante, capace di mantenere saldi i suoi ideali in un mondo che sembrava capace di ingurgitare chiunque con l’orrore delle guerre mondiali.
Il suo pensiero e il suo talento rimarranno immortali nella storia della letteratura (non solo fantasy).
Tolkien si spense a ottantuno anni, nel 1973, lasciandoci interi mondi per immaginare un futuro migliore.
Scopri di più da La Parola Giusta
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Articolo molto interessante: Tolkien era un genio letterario (e non solo). Curioso il riferimento all’Esperanto, lingua artificiale che ho studiato a livello elementare (A1).
"Mi piace"Piace a 2 people
Hai fatto benissimo a studiare l’Esperanto, trovo sia un progetto bellissimo e molto utile in un epoca dove la gente parla ma non comunica!
"Mi piace"Piace a 2 people
Complimenti per l’articolo e per le belle foto che lo accompagnano.
"Mi piace"Piace a 2 people
Grazie, caro!
"Mi piace"Piace a 2 people