Poirot e la strage degli innocenti

Poirot e la strage degli innocenti di Agatha Christie, Mondadori, 2013 (traduzione di Tina Honsen)

Classificazione: 4 su 5.

Un romanzo insolito per Agatha Christie, sempre misurata e politicamente corretta nelle sue trame, in questa storia non esita a uccidere dei ragazzini e tessere un racconto davvero da brividi sullo sfondo della festa di Halloween.

Nel villaggio di Woodleigh Common, durante i preparativi per la serata, la tredicenne Joyce Reynolds racconta di aver assistito a un omicidio qualche anno prima. La ragazza viene irrisa ma spiega che all’epoca dei fatti era troppo piccola per capire cosa fosse accaduto e solo con il tempo si era resa conta di aver visto un assassinio.
Dopo la festa la giovane Joyce viene ritrovata annegata in una bacinella usata per i giochi della serata.
Serata alla quale partecipa anche Ariadne Oliver, la scrittrice di gialli amica di Poirot che non esita a chiamare in causa il celebre investigatore.
L’indagine si rivelerà molto complessa e segnata da una serie di orribili omicidi ai danni dei ragazzini del paese. Chi può essere tanto spietato da prendersela con gli innocenti e perché?

Il romanzo è stato pubblicato nel 1969 (è la terzultima avventura di Hercule Poirot seguito da Gli elefanti hanno buona memoria del 1972 e Sipario, l’ultima avventura di Poirot pubblicato nel 1975).

Nella vicenda la scrittrice non lesina le citazioni e le autocitazioni: la direttrice della scuola, la signorina Emlyn dice di conoscere Poirot attraverso i racconti di un’amica comune, Miss Bulstrode, che è a sua volta direttrice dell’istituto nel quale la Christie ambienta il suo Macabro quiz del 1959.

Non mancano le citazioni bibliche basti pensare a Judith Butler il cui nome richiama la vicenda di Giuditta e Oloferne (quest’ultimo direttamente menzionato dalla donna nella seconda parte del racconto). Il cognome di Judith, inoltre, rimanda al termine inglese butter (burro), richiamando ancora una volta la vicenda biblica nella quale si narra “lei gli pose davanti del burro in uno splendido piatto”.
Nel racconto biblico su quello stesso piatto Giuditta servirà la testa di Oloferne dopo averlo decapitato. Il richiamo alla vicenda è un importante indizio per il lettore per la scoperta della trama.

Persino Shakespeare trova spazio nelle citazioni del romanzo con la frase tratta da La Tempesta: “un mirabile mondo nuovo…” pronunciata da Miranda Butler il cui nome rimanda alla stessa opera.

Il romanzo è un punto di svolta per la serie di Poirot perché lo mette davanti ad atmosfere gotiche e antiche leggende folcloristiche che si scontrano con la spensierata frivolezza degli anni Sessanta. Il titolo originale è, infatti, Halloween’s Party racchiudendo un termine di antica origine pagana con l’idea di festa e divertimento ma prefigurando un vero orrore. Recentemente il titolo del romanzo è stato cambiato in Morte a Venezia.
In questa sorta di scontro tra epoche Hercule Poirot rimane l’unica certezza grazie alla sua impeccabile capacità deduttiva.


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5 pensieri riguardo “Poirot e la strage degli innocenti

  1. Ho letto e amato tutti i racconti e i romanzi di Agatha Christie, tra cui questo, anche se non capisco come si possa tradurre l’originale inglese Halloween Party’s con Assassinio a Venezia… ma cosa c’entra Venezia?!?! Molto meglio, allora, il titolo Poirot e la strage degli innocenti, molto più aderente alla trama del romanzo.

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    1. Sfondi una porta aperta… per questioni di marketing si è scelto di ambientare nella città lagunare la trasposizione cinematografica e di conseguenza è stato adattato il titolo del libro a quello del film…

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    1. Esattamente, ora anche il titolo del libro è stato cambiato in “Morte a Venezia” per seguire la scia del film che, a mio avviso, snatura completamente l’atmosfera del villaggio isolato e ammantato di leggende folcloristiche del libro.

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