Il sole in una mano

Il sole in una mano di Luca Vincenzo Simbari, Il cuscino delle stelle, 2022

Classificazione: 3.5 su 5.

La silloge poetica presentata da Luca Vincenzo Simbari ha diverse peculiarità che la rendono interessante: in tutto il libro si respira la ricerca di un equilibrio, di un posto nel quale collocare la sua poetica che oscilla tra i tono freddi dell’inverno e della morte e quelli accesi della passione e della primavera.

Se dovessi dire di cosa parla questa raccolta direi, forse banalmente, di vita. Sì perché qui si incontrano pensieri contrapposti e affini che si definiscono a vicenda.

Simbari usa un linguaggio semplice, diretto, eppure pieno di immagini suggestive che evocano la delicatezza (e insieme la sofferenza) del Pascoli, una continua ricerca del senso della vita attraverso il tempo che ci viene concesso, troppo spesso sprecato.

Gli errori dell’uomo sono uno dei punti fondamentali della silloge, a partire dalla guerra (in tutte le sue forme), che lascia ferite dolorose incapaci di sanarsi.

Là, dove la voce acerba
e, soffocante,
s’alza come polverone

senza risposta! –
rincorro i pensieri
come uccelli nel vento.
I cadaveri affiorano
come fiori sotto il sole.
Planano all’orizzonte
gli aerei e bombardano.

Il tentativo del poeta (secondo me raggiunto), è anche quello di analizzare le piccole storie per renderle universali. Ne L’ape innamorata, per esempio, il concetto di semplicità e amore viene trasfuso dalla quotidianità di un insetto a quella dell’intera umanità.

Delicata e tremenda è poi l’attenzione verso i fenomeni naturali, capaci di distruggere e creare, come La folgore, me incendia il cielo ma che definisce al contempo uno stato d’animo umano e divino al tempo stesso.

Avrei voluto portarti il sole in una mano
ma non avrebbe potuto contenerlo.

Il sole in una mano è poi un grido per quell’umanità che tenta di dominare la natura costringendola ai suoi voleri, ma che poi si accorge di non essere in grado di contenere; in quest’ottica nasce la necessità non di possedere ma di vivere il contesto naturale.
E quella di Simbari è proprio una raccolta poetica che inneggia alla vita senza tralasciarne gli aspetti dolorosi: si ha l’impressione che il poeta inviti il lettore ad aprire il cuore e a lasciar entrare le emozioni perché peggio di sentire il dolore c’è solamente l’apatia di non sentire nulla.
Senza l’accettazione delle ferite non potrà esserci guarigione, senza guarigione non ci potrà essere crescita.
La soluzione a questa condizione è dare valore al tempo (poco) che si ha a disposizione.

Una raccolta che mi ha molto colpito per la su potente delicatezza che non impone riflessioni ma le suggerisce con rispetto. La considero un invito a prendere responsabilità del nostro tempo e della nostra vita per poter essere ogni giorno migliori.

Un libro da leggere con calma e con trasporto, capace di regalare nuovi paesaggi a ogni lettura.


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4 pensieri riguardo “Il sole in una mano

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