Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, l’Europa e il mondo intero vivevano uno slancio sociale, economico e illuministico straordinario.
È l’epoca nella quale la società borghese si fonde con l’aristocrazia, nascono caffè letterari nelle principali capitali europee, la moda diventa uno status sociale per buona parte della popolazione e non più un appannaggio della ristretta classe dirigente. I nuovi ricchi si ritrovano con ingenti capitali frutto del commercio e basta avere una buona idea per trasformarsi, nel giro di qualche mese, nel nuovo Paperon de Paperoni e costruire il proprio impero.
Sembrava che non ci fosse nulla in grado di arrestare l’ingegno umano.
Com’è stato possibile tutto questo? Buona parte del merito è dovuto alle Rivoluzioni dell’Ottocento, quella francese prima e quella industriale poi, ma si deve a un’invenzione in particolare tutto questo slancio: la locomotiva.
Nel giro di un decennio si è completamente stravolto il volto del mondo tracciando percorsi ferroviari che univano, non solo città, ma anche nazioni (in alcuni casi persino continenti).
Le merci potevano essere trasportate per centinaia di chilometri in poco tempo senza correre il rischio di deteriorarsi e con costi molto più bassi.
Insieme alle marci viaggiavano anche le persone: masse di operai potevano cercare lavoro dall’altra parte del Paese viaggiando in treno.
Non immaginiamo i nostri treni moderni, però: si viaggiava in condizioni pessime, spesso senza servizi igienici, con delle tendine a separare gli scompartimenti. Rapine, omicidi e stupri erano all’ordine del giorno e nessun nobile si sarebbe mai sognato di viaggiare in treno!
Ecco perché l’Orient Express, con il suo lusso sfrenato, la tappezzeria alle pareti, i servizi da tavola in argento, i tessuti, i tappeti, il bagno privato e il suo personale impeccabile rappresentò una vera rivoluzione. Nasceva con lui il viaggiatore moderno, quello che si sposta rimanendo aggrappato alle sue comodità, che viaggia non necessariamente per lavoro, ma anche per piacere.
Un percorso da Parigi a Istanbul in appena tre giorni. Una cosa mai vista prima.
Sfortunatamente, da quel 6 ottobre 1883, passarono solo pochi anni prima che le Guerre mondiali costringessero alla chiusura parziale della rotta. Nel secondo dopoguerra rimasero in funzione diversi treni sotto al marchio Orient Express, ma non era più lo splendore della rotta originale capace di unire la Parigi degli impressionisti con i muezzin di Santa Sofia a Istanbul.
L’ultimo tratto venne ufficialmente sospeso a causa dei costi eccessivi, nel 2009.

Ma c’è una buona notizia per gli amanti dei viaggi in treno: nel 2013 è entrato in funzione un discendente dell’originale Orient Express.
Dopo centoquaranta anni dal viaggio inaugurale sarà possibile viaggiare a bordo dell’Orient Express La Dolce Vita, un treno di lusso che si occupa di percorrere in lungo e in largo il Belpaese attraverso sei diversi itinerari in quattordici regioni e con più di 16.000 chilometri di percorso attraverso le meraviglie italiane.
Gli itinerari sono di una o due notti e toccano i principali punti di interesse turistico italiani (da Venezia a Roma, da Siena a Portofino, da Matera a Palermo, da Montalcino al Monferrato), promettendo di stupire i viaggiatori con ogni mezzo, compresa la gastronomia.
Non mancano, infatti, servizi che hanno lo scopo di coccolare attraverso il gusto italiano: sull’Orient Express moderno una sala da tè e un bar si affiancano al vagone ristorante dove vengono servite le prelibatezze locali con il tocco di chef innovativi e di altissimo livello.

Forse non andrete da Parigi a Istanbul e non ci sarà bisogno di Hercule Poirot per risolvere un delitto, ma l’Orient Express La Dolce Vita promette comunque di regalare esperienze straordinarie.
Per saperne di più: Orient Express La Dolce Vita
Letture in viaggio consigliate:
Un mistero da risolvere per il più amato degli investigatori di Agatha Christie Assassinio sull’Orient Express,
Una guida di viaggio sulla rotta moderna da Parigi a Istanbul con un occhio di riguardo all’ambiente e al portafoglio Viaggio sull’Orient Express,
Com’è nato il mito dell’Orient Express? In questo libro troverete tutte le risposte Una bella storia: le origini del mito dell’Orient Express
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Ma che bello! Certo non sarà un’esperienza economica ma il fascino di viaggiare su un treno che richiama il mitico Orient Express supera ogni perplessità!
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Sono completamente d’accordo!
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Un’altra eccellenza italiana! Spero che venga sfruttato questo potenziale (e il trasporto ferroviario in generale) per incentivare il turismo “lento” nella nostra bella Italia.
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Lo spero anch’io! È un modo di viaggiare alternativo ma che ha molto da offrire.
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Mi sembra una bella idea non oso guardare i prezzi. Mi auguro sulla qualità del tè
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Ahahah i prezzi li ho visti io e ti dico che con quello che costano questi treni il te non è quantomeno ottimo divento una bestia!
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