Il Barbagianni d’Oro: Un’Avventura di 31 Anni

Quella che stiamo per raccontarvi è una caccia al tesoro senza precedenti, la più longeva di Francia e la seconda più lunga del mondo, ben 31 anni di gioco: siamo sulle tracce del barbagianni d’oro!

Che ci crediate o no, la vita è un gioco e il gioco aiuta a vivere… ma per qualcuno è diventato un’ossessione di vita. Parliamo delle più di 200.000 persone che per oltre un trentennio hanno scandagliato la Francia alla ricerca della statua di un barbagianni.

Ma andiamo per ordine.

È il 1992 quando Régis Hauser, consulente di marketing ed esperto di comunicazione, incontra il pittore Michel Becker e iniziano a lavorare alla realizzazione di una caccia al tesoro in grande stile su tutto il territorio nazionale.
L’anno successivo, il 15 maggio 1993, viene pubblicato Sur la trace de la chouette d’or (Sulle tracce del barbagianni d’oro), un libricino di quaranta pagine a base di indovinelli che hanno lo scopo di portare il primo giocatore in grado di trovare tutte le soluzioni a dissotterrare la statua in bronzo di un barbagianni.
Presentando le soluzioni e la statua dell’uccello, la si potrà scambiare con una copia in argento e oro dal valore di 150.000 euro.

È così che prende vita una caccia al tesoro di proporzioni epiche.
Nel libricino sono contenuti undici tra indovinelli, enigmi, rompicapi matematici e crittografici.

In realtà si è scoperto che gli enigmi erano dodici, poiché la risoluzione del primo portava anche a dedurre l’ordine esatto in cui risolvere gli altri: in pratica la soluzione era basata sulle varie lunghezze d’onda riprese da un’immagine creata da Becker.

Il pubblico rispose immediatamente con entusiasmo al gioco e Hauser, che per evitare di essere importunato per strada aveva scelto di presentarsi con lo pseudonimo Max Valentin, dovette creare una vera e propria community nella quale i “gufi” (così iniziarono ad autodefinirsi i partecipanti alla caccia al tesoro), potevano scambiarsi idee e opinioni e dove gli autori rilasciavano informazioni e comunicazioni ufficiali.

Il 23 aprile del 2009, Hauser morì lasciando alle sue spalle una situazione non del tutto chiara da gestire: poiché l’idea era sua come anche la creazione degli enigmi, Becker dichiarò che il gioco non poteva continuare visto che non era più possibile garantire l’integrità del suo svolgimento.

Ci furono proteste in tutta la Francia e, alla fine, l’A2CO, l’Associazione dei ricercatori del gufo d’oro, lo citò in giudizio.
Becker venne quindi nominato legalmente erede e proprietario dell’opera fino a quando qualcuno non avesse risolto il gioco.

Fortunatamente per Becker (e per i partecipanti alla caccia al tesoro), Hauser aveva preso le sue contromisure lasciando una busta contenente la soluzione e il luogo di sepoltura del barbagianni a un notaio.

La caccia riprese anche tra fake news come quella che nel 2014, dalle pagine del La Montagne, annunciava il ritrovamento fortuito tramite metal detector della statua.

La notte del 2 ottobre 2024, trentun anni dopo l’inizio del gioco, Becker annunciò attraverso i suoi canali, di aver ricevuto una soluzione plausibile e che nelle ore successive avrebbe verificato il corretto svolgimento della gara.

Il 3 ottobre il gioco venne dichiarato chiuso poiché il barbagianni era stato dissotterrato.

Quella del barbagianni d’oro è una vicenda sorprendente e divertente, nella quale migliaia di persone hanno dedicato tempo e ragionamenti, una caccia al tesoro che ha tenuto con il fiato sospeso i partecipanti per oltre trent’anni, partendo da un banalissimo libricino di quaranta pagine e da un’idea geniale. Anche questa è magia.


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