Roald Dahl: eroe di guerra, scrittore originale e uomo controverso

Riprendiamo la nostra scalata lungo La via dei giganti; la vetta del monte dei romanzi di formazione è ancora distante, ma stiamo per incontrare una pietra miliare di questo genere letterario: Roald Dahl, eroe di guerra, scrittore originale e uomo accusato di antisemitismo. Come possono queste caratteristiche incontrarsi?

Dahl nasce nel 1916 in Galles, figlio di emigrati norvegesi che lo chiamano Roald in onore dell’esploratore Amudsen.
E il nome sembra proprio presagire una vita di esplorazioni anche per Dahl che dopo gli studi trova impiego presso la Shell Petroleum Company affascinato dalla possibilità di viaggiare in tutto il vastissimo Impero britannico. Dahl viaggia per anni tra l’Africa orientale e l’Asia – al seguito delle imprese della Compagnia britannica delle Indie Orientali – fino a quando lo scoppio della Seconda guerra mondiale non lo costringe ad un repentino ritorno in patria nel 1939.
La vita di caserma non fa per lui e Dahl decide di arruolarsi nella Royal Air Force operando in Kenya, Grecia, Siria, Libia e Libano.
Proprio i bombardamenti israeliani in Libano cambieranno la sua percezione del popolo ebraico e la sua idea di pace.
Sempre in Libano Dahl subì un incidente aereo che lo costrinse a un atterraggio di fortuna e nel quale riportò gravi danni fisici come una temporanea cecità; venne quindi richiamato nel Regno Unito e poi inviato a Washington presso l’ambasciata britannica per svolgere compiti di propaganda e spionaggio.
Nel 1953 sposò l’attrice Patricia Neal dalla quale ebbe cinque figli anche se la sua vita domestica fu sempre tormentata: uno dei suoi figli ebbe un incidente che gli causò gravi danni cerebrali, una delle sue figlie morì in tenera età a causa del morbillo e una terza morì a causa di un tumore al cervello poche settimane prima di lui. Anche la prima moglie, Patricia, ebbe una vita travagliata a causa di un ictus.
Roald Dahl morì di leucemia nel 1990 all’età di 74 anni dopo aver pubblicato alcuni tra i romanzi di formazione più brillanti di tutti i tempi.

La carriera letteraria

Roald Dahl non è uno di quegli scrittori prodigio che in tenera età danno prova di grandi capacità letterarie: il suo primo romanzo per ragazzi fu James e la pesca gigante del 1961, anche se il primo soggetto su quale lavorò fu I Gremlins (1943) all’inizio per la Walt Disney e poi realizzato dal famoso regista Steven Spielberg.

James e la pesca gigante

Come detto, il primo libro per ragazzi ad ottenere successo fu James e la pesca gigante (James and the Giant Peach) nel quale è protagonista James Henry Trotter che rimasto orfano si ritrova a vivere con le perfide zie Spugna e Stecco, due megere che lo maltrattano e lo sfruttano.
James è triste perché non esce mai di casa e non ha amici ma, mentre sta piangendo in un angolo del giardino, da un cespuglio compare un misterioso vecchio che gli consegna un sacchetto contenente degli insettini verdi dicendogli che sono in grado di creare cose fantastiche se vengono ingeriti.
James è entusiasta a quella prospettiva, ma mentre rientra in casa inciampa rovesciando il sacchetto e permettendo agli insetti di fuggire.
La mattina seguente le zie si accorgono che sul vecchio pesco del giardino è comparso un frutto e che questo sembra crescere a vista d’occhio. La pesca diventa talmente grande da raggiungere le dimensioni di una casa e le zie, desiderose di guadare dalla situazione, organizzano delle visite guidate per arricchirsi.
A fine giornata viene ordinato a James di ripulire il giardino e il ragazzo scopre in questo modo che sulla pesca c’è un grande buco nel quale si infila. Conoscerà così gli inquilini: una cavalletta, una coccinella, un lombrico, un millepiedi, un baco da seta e un ragno, tutti grandi quanto una persona.
Il nuovo gruppo decide di andarsene e recide il picciolo della pesca che inizia a rotolare fino a raggiungere il mare.
L’avventura di James continua e la pesca attraverserà l’oceano e il cielo fino a raggiungere New York dove lui e i suoi amici verranno accolti come eroi dopo aver raccontato la loro storia.
Il visionario romanzo divenne poi un film prodotto da Tim Burton nel 1996 e diretto da Henry Selick.

La fabbrica di cioccolato

Famosissimo il suo secondo romanzo: La fabbrica di cioccolato (Charlie and the Chocolate Factory) del 1964.
La trama è nota: il mastro cioccolataio Willy Wonka decide di invitare cinque bambini fortunati a visitare la sua fabbrica di cioccolato attraverso altrettanti biglietti d’oro che possono essere trovati in una qualunque delle barrette distribuite in tutto il mondo.
Il golosissimo Augustus Gloop, la campionessa mondiale di masticazione di gomma Violetta Beauregarde, la viziatissima Veruca Salt, il teledipendente Mike Tivù e il povero Charlie Bucket sono i fortunati che trovano i biglietti.
La fabbrica si rivela un posto straordinario ma anche molto pericoloso e i bambini vengono messi fuori gioco uno dopo l’altro a causa dei loro vizi, tutti tranne Charlie che alla fine viene nominato erede del mondo di Wonka.

Il dito magico

Nel 1966 Dahl pubblica Il dito magico (The magic finger) dove la piccola protagonista usa il suo potere per trasformare in anatre i vicini di casa che vanno a caccia solo per divertimento. Non contenta tramuta le anatre in esseri umani invertendo i ruoli di prede e cacciatori fino a quando i vicini non promettono di lasciare in pace i volatili.

Furbo, il signor volpe

Nel 1970 è la volta di Furbo, il signor Volpe (Fantastic Mr Fox) nel quale il protagonista è il signor Volpe che deve vedersela con tre terribili agricoltori che faranno di tutto per uccidere lui e la sua famiglia.
Da questo libro è poi stato tratto un film di animazione nel 2009.

Il grande ascensore di cristallo

È il 1972 quando viene pubblicato Il grande ascensore di cristallo (Charlie and the great glass elevator), il seguito de La fabbrica di cioccolato nel quale Charlie e Wonka vivono una serie di avventure a bordo di un ascensore di cristallo che prima li accompagna nello spazio (dove devono affrontare i temibili Cnidi Vermicolosi) e poi nelle profondità della terra (per recuperare il fantasma della nonna di Charlie scomparsa per aver abusato di una pozione ringiovanente).

Sebbene l’attività letteraria di Dahal sia stata sempre continuativa, i romanzi che lo consacrarono al successo nell’ambito della narrativa per ragazzi sono principalmente tre: Il GGG, Le streghe e Matilde.

Il GGG

Il GGG, Grande Gigante Gentile (The BFG, The Big Friendly Giant) del 1982 racconta di un gigante che si oppone alla tradizione della sua specie di mangiare esseri umani e, in compagnia di una bambina, orchestra un piano per salvare gli uomini e imprigionare i giganti.
Da questo libro vennero poi realizzati due adattamenti cinematografici, uno nel 1989 dal titolo Il mio amico gigante, e uno nel 2016 prodotto dalla Disney e diretto da Steven Spielberg.

Le streghe

L’anno successivo, il 1983, vide la pubblicazione de Le streghe (The witches) che nel 1988 vinse il Premio Bancarella.
Nel romanzo, trasposto poi dalla Disney ben due volte con Chi ha paura delle streghe? (1990) e il suo remake Le streghe (2020), un ragazzino il cui nome non viene mai rivelato rimane orfano e affidato all’adorata nonna che gli racconta delle streghe che popolano il mondo mettendolo in guardia sul loro operato; le streghe, infatti, hanno come unico scopo quello di eliminare dal pianeta tutti i bambini.
Dopo una serie di avvenimenti, nonna e nipote si ritrovano in un albergo inconsapevoli che proprio in quel luogo si sta organizzando l’annuale raduno di streghe inglesi e che il piano della loro leader, la Strega Suprema, è quello di usare una pozione per tramutare tutti i bambini in topi e lasciare che siano gli umani a eliminarli.
Il protagonista viene scoperto e tramutato subito in roditore, ma questo non gli impedisce di architettare un piano con la nonna per mettere fuori gioco le streghe. Alla fine la pozione verrà utilizzata contro le perfide antagoniste che verranno tutte tramutate in topi.

Matilde

Il terzo romanzo, Matilde (Matilda), viene pubblicato nel 1988 ed ebbe un immediato successo, tanto che già nel 1996 venne realizzato il film Matilda sei mitica e pochi anni dopo il musical omonimo.
Matilde è una bambina di cinque anni dotata di straordinaria intelligenza ma non viene compresa dalla sua famiglia che è meno che ordinaria e non comprende le necessità di una bambina prodigio. Per la piccola la noia è una prassi come la mancanza di stimoli fino a quando a scuola non incontra una maestra che inizia ad assegnarle compiti alla sua altezza.
Sembra iniziare un periodo felice per Matilde, se non fosse che la direttrice della scuola è una vera tiranna e detesta i bambini.
La donna metterà Matilde a dura prova fino a risvegliare in lei un potere pericoloso, la telecinesi, arma della quale la bambina si servirà me togliere di mezzo la direttrice e farsi adottare dall’adorata maestra.

I temi della letteratura di Dahl

I romanzi e i racconti di Dahl fanno spesso riferimento in maniera diretta alla narrativa di Dickens, ma ne riprendono volentieri anche i temi fondamentali come quello degli orfani: i personaggi di Dahl sono sempre allontanati dai genitori (perché questi sono morti o privi di empatia nei loro confronti, come nel caso di Matilde).
L’allontanamento dal nido domestico, volontario o meno, risulta essenziale per poter dar vita alle vicende e permettere ai piccoli protagonisti di trovare la propria strada.

Non solo, gli adulti finiscono quasi sempre per non dimostrarsi all’altezza del loro ruolo di guida e si ritrovano a vestire spesso i panni degli aguzzini frustrati che utilizzano i più piccoli per le loro ritorsioni.
Non mancano nemmeno i bambini malvagi che Dahl non dimentica mai di punire spesso severamente (un esempio su tutti sono i viziati ragazzi de La fabbrica di cioccolato), colpevoli di aver tradito la loro età per comportarsi come gli incapaci adulti.

Leggendo i romanzi di Dahl stupisce l’estrema empatia con la quale racconta il mondo dei bambini, lui che nella sua vita ha conosciuto le pagine più terrificanti della guerra e della malvagità umana, che ha visto soffrire e morire i propri figli.
La scrittura di Roald Dahl lascia emergere un uomo che ha saputo mantenere gli occhi di un bambino e che con le sue storie ha difeso quel mondo fantastico che è la fanciullezza.

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