Buona festa a tutti i libri (e ai lettori!)

Il 23 aprile è la Festa del Libro e in tutto il mondo si celebra questo straordinario compagno di viaggio che racconta e ascolta la vita di tutti i lettori.

La Festa del libro nasce a Barcellona (Spagna) dove il 23 aprile si celebra il patrono, San Jordi, scambiandosi libri e rose, un’usanza che nel tempo è diventata prima tradizione spagnola e poi è dilagata in tutto il mondo per testimoniare la devozione che il genere umano deve ai libri.

Festa del libro

Sì, perché i libri hanno accompagnato la storia dell’uomo fin dall’inizio, da quando i nostri antenati hanno sentito il bisogno di testimoniare le loro storie e di tenerne traccia cominciando a raccoglierle dapprima sulle pareti delle caverne, poi sulle tavolette d’argilla, sui papiri, sulle pergamene e, infine, sulla carta per poterle rilegare con maggior facilità.

Una storia, quella del libro, avventurosa e piena di insidie: libri proibiti che venivano nascosti, libri pericolosi che si bruciavano per paura, libri capaci di scatenare rivoluzioni.

Da quando Gutenberg brevettò il libro a stampa non c’è stato un solo giorno nel quale un’idea nuova non si sia diffusa e proprio a questo dobbiamo eventi storici che hanno segnato le vicende dell’umanità come la Rivoluzione Francese. I libri sono idee in movimento, frenetici o immobili ma sempre fruibili per chi ha la determinazione di prestare loro un po’ di attenzione. Paghiamo la conoscenza con il tempo che gli dedichiamo.

Ma ci sono anche libri che si accontentano di farci divertire senza la pretesa di insegnarci nulla ma con la consapevolezza di poterci portare in mondi diversi (spesso migliori) e cullarci con le loro storie.

Chi ha sceso il Mississipi in compagnia Huckberry sa di cosa parlo, così come i fortunati che hanno seguito un coniglio bianco e il suo orologio in una tana che porta in un mondo incredibile; e poi gli esploratori che hanno sfidato il tempo viaggiando con ogni mezzo scortati da Passepartout e quelli che hanno provato un attimo di pietà per Emma Bovary o per sir Simon Canterville e il suo triste destino.

Festa del libro

Sanno di cosa parlo i fortunati che sono saliti su un treno che parte dal binario 9 e tre quarti da Londra con destinazione la magia, e quelli che si sono ritrovati a sorridere delle avventure del mago Scuotivento, quelli che hanno trattenuto il fiato mentre Saruman si piegava alle forze oscure di Mordor o mentre il Demeter raggiungeva Londra con il suo carico di orrore pronto a riversarsi sull’Europa.

Sanno di cosa parlo quelli che sono stati in villeggiatura sull’isola di Corfù ospitati dalla famiglia Durrell e quelli che, invece, si sono ritrovati su un’isola deserta minacciati dai cannibali; quelli che hanno trovato la porta per entrare nel cimitero dei libri dimenticati e quelli che hanno dovuto lasciare il regno di Oz per tornare in Kansas, quelli che si sono improvvisanti investigatori professionisti beandosi della compagnia di Watson e quelli che hanno risolto casi incredibili seguendo i ragionamenti di una vecchietta dall’aria innocente e il naso fino.

E poi sanno di cosa sto parlando quelli che hanno un libro nel proprio cuore, quel libro che li riporta a casa, che gli accende qualcosa dentro e che, ancora nel pensiero, gli dipinge un sorriso sulle labbra.

I libri sono questo, amici ai quali si pensa con un sorriso.

Buona Festa del libro,
La Parola Giusta.


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