Recensione: La notte più oscura

La notte più oscura di Gregorio Conti, Bookabook, 2022

Classificazione: 4 su 5.

Roma 1965. Oscar Calamita è un detective privato che per anni ha tenuto le redini dell’agenzia di famiglia risolvendo diversi casi importanti che l’hanno portato a diventare un personaggio in vista nell’ambiente. Ha collaborato con la polizia, il suo nome è stato spesso sui giornali e la fama gli ha garantito indagini di prim’ordine.

Eppure Oscar sta vivendo una profonda crisi interiore: quando le luci della ribalta iniziano a scemare e lui è sempre più spesso coinvolto in noiosi casi di tradimento coniugale è impossibile per l’investigatore non fare i conti con quello che ha dovuto sacrificare per la carriera.

Ma ecco che arriva una sferzata di energia quando un vecchio amico gli fa recapitare un’enigmatica lettera con la quale lo invita nella sua nuova residenza tra i misteriosi Carpazi, in Romania.

Oscar accetta subito, ansioso di incontrare l’anziano Aurelio che per lui è stato quasi un mentore e con il quale, da alcuni anni, ha perso i rapporti.

Con lui in questa nuova avventura ci sarà anche Luigi, un giovane studente universitario che vede in Oscar un modello da imitare e una costante fonte di ispirazione.

I due raggiungono la cittadina di Sinaia e da qui, a bordo di un elicottero, il castello che Aurelio ha voluto ristrutturare per estraniarsi dal caos del mondo; una vera isola circondata da una folta e oscura foresta.

Ma Oscar e Luigi scopriranno presto di non essere gli unici invitati a questa rimpatriata che si prefigura sempre più enigmatica, fino a quando non inizierà a consumarsi un piano diabolico ideato da una mente malvagia… e la notte diventerà davvero buia.

Un libro scorrevole, veloce e appassionante che si divora con piacere. Un nuovo Classico del Giallo con fortissime tinte all’Agatha Cristie, a cominciare dall’ambientazione che rimanda all’angosciante segregazione di Dieci piccoli indiani.

Non pensate che sia un copione già visto, però!

I personaggi sono molto interessanti, a cominciare dal protagonista, Oscar Calamita, che incarna i tratti del classico detective da romanzo noir, ma anche una sofferenza emotiva molto ben delineata.

Credo che il punto di forza del romanzo sia nel rapporto tra Luigi, Oscar e Aurelio, tre personaggi che incarnano altrettante età e che, all’apparenza, non potrebbero essere più differenti ma che riescono a instaurare un rapporto alla pari capace di delineare l’intera trama.

Si tratta di un romanzo d’esordio e posso dire con assoluta onestà che, nonostante in alcuni tratti si avverta una penna acerba, promette davvero bene lasciando trasparire non solo l’abilità dello scrittore ma anche la sua passione per i Grandi Classici del Giallo.

Credo che sentiremo parlare ancora di Gregorio Conti.


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