Iniziamo oggi, con questo articolo, un breve viaggio in tre tappe sulla storia del libro e sulle rivoluzioni che ha accompagnato (e, spesso, innescato).
Se ti stai chiedendo perché è importante conoscere la storia di questo rivoluzionario oggetto, chiediti se ti è mai capitato di assistere o partecipare a una discussione tra i sostenitori del formato cartaceo e degli amanti dell’e-book. La storia del libro è in costante mutamento!
Allacciamo le cinture, il viaggio nel tempo sta per iniziare…
Negli ultimi anni è sempre più vivo il dibattito tra gli amanti del libro stampato e i sostenitori del digitale, ma ci si dimentica che la storia del libro (come lo intendiamo noi oggi), è stata da sempre piuttosto travagliata e sottoposta a vere e proprie rivoluzioni che hanno cambiato per sempre la storia dell’uomo.
Proprio per questo ho deciso di partire dall’inizio a raccontare la Storia del libro. Senza questo strumento oggi non esisterebbe la società come la conosciamo e voi non stareste comodamente seduti da qualche parte a leggere questo articolo. Ma andiamo con ordine e cominciamo dal principio.
Le prime forme scritte
Ci piaccia o no in qualità di esseri umani apparteniamo al mondo animale e i primi uomini, pur avendo inventato la ruota e scoperto il fuoco, erano costretti a comunicare unicamente attraverso suoni che poi sarebbero confluiti nelle parole.
Ma questo era un limite molto stretto: le parole potevano essere interpretate, riportate in maniera differente e avevano bisogno di essere continuamente tenute vive per non scomparire. Un’informazione non tramandata era una nozione persa per sempre.
Più la società si evolveva in forme e strutture complesse, più era necessario che tutti avessero accesso alle stesse informazioni, alle stesse regole e alle stesse leggi.
I Sumeri, popolo della Mesopotamia, nel 4000 a.C. furono i primi a ideare una forma scritta che permettesse di tramandare nozioni e regole. Il loro alfabeto si componeva di caratteri cuneiformi che venivano incisi su tavolette di argilla ancora morbide e poi lasciate asciugare. Il termine “cuneiforme” deriva proprio dal fatto che venissero praticati dei cunei sulla tavoletta.
Naturalmente era un sistema con dei limiti: scrivere I promessi sposi su tavolette d’argilla avrebbe richiesto un lavoro immane! Le tavolette erano pesanti, fragili, per cui poco adatte a essere trasportate.

Gli Egizi hanno un’idea!
Sono gli antichi Egizi, circa 1600 anni più tardi a rendersi conto che potevano sfruttare il papiro per creare un supporto sul quale tracciare i geroglifici.
In realtà non è proprio un processo comodo: per avere un rotolo di papiro da utilizzare era necessario procurarsi il papiro, ricavarne il midollo interno, tagliarlo a strisce sottili, pressarle, incollarle tra di loro per formare dei fogli e, infine, incollare tra di loro le pagine per ottenere rotoli di papiro della giusta lunghezza.
Sicuramente ai popoli del Nilo non mancava la manodopera, ma anche così il lavoro era lungo e faticoso, soprattutto considerato che si otteneva un supporto molto delicato.
I rotoli di papiro erano estremamente deteriorabili, tendevano a marcire in presenza di umidità e si potevano spezzare facilmente. Per cercare di proteggerli venivano custoditi all’interno di tubi di legno e consultati con estrema attenzione.

Dalla Grecia arriva la rivoluzione
Sono i greci, nel II secolo a.C. a “lanciare la moda” della pergamena, un supporto ottenuto dalla pelle di animale, estremamente sottile e molto resistente.
Il nome deriva probabilmente dall’antica città di Pergamo che in passato vantava una biblioteca molto nota in diretta concorrenza con quella di Alessandria.
Per ora è tutto; in una manciata di righe abbiamo già potuto notare come tutti i popoli avessero la necessità di mettere per iscritto le regole della loro società e come fosse necessario preservarle nel tempo.
Nel secondo capitolo della Storia del libro vedremo come si sono ingegnati i Romani e le prime vere rivoluzioni editoriali nel Medioevo.
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Un articolo davvero interessante. È affascinante scoprire come l’umanità, nel corso dei secoli, si sia ingegnata per trovare un supporto idoneo a rendere la parola immortale.
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Conservare la conoscenza è un modo per rendere eterne le idee e, di conseguenza, l’essere umano.
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Condivido in pieno! 😎
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Prima tappa del viaggio molto interessante. Grazie mille
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Grazie a te 🙂
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